NOVENA
alla Madonna della Portella
NEL PIANO DI CINQUEMIGLIA
CONPROTETTRICE DI RIVISONDOLI
2° edizione migliorata  1933 - XI

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La Madonna della Portella

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Notizie  del  Santuario

 
  di Mons. Nicola MASCIO

pagg. 10 - 16

Al viaggiatore che viene da Napoli, battendo la strada regia fatta costruire da Gioacchino Murat, prima d'immettersi nel tanto rinomato Piano Cinquemiglia, fa grata impressione una Chiesuola con l'attiguo Eremo che sorge sull'estremità di una collina, diramazione dell'Appennino. E' la così detta Madonna della Portella, che appartiene al Comune di Rivisondoli, venerata sotto il titolo di Maria di Costantinopoli. Dell'erezione e storia di questo Santuario nulla ci han tramandato  le cronache cittadine, ad eccezione di una tradizione popolare che si è sempre mantenuta costante di generazione in generazione per lo spazio di quasi quattro secoli. E poiché la tradizione costante di un popolo è anche fonte di autorità per la storia, mi accingo a narrarla, a solo fine di farla nota a chi la ignori, e di accrescere maggiormente ne' miei concittadini la divozione che hanno verso la Madre di Dio. Si ha dal racconto de' nostri padri, uomini degni di fede, poiché non vissero in tempi di razionalismo e di scetticismo, che un pastore della limitrofa terra di Scanno, nel principio del secolo XIV, dalla Puglia tornando in patria portasse l'Immagine che si venerava in quel Santuario, trovata a caso nel luogo, che oggi chiamasi Motta.Potette il santo uomo nel lungo e disastroso viaggio comodamente portare sì caro peso; ma giunto qui, e posatosi nel luogo chiamato Portella, piccola porta, essa si rese sì pesante da non poterla più muovere. Conobbe allora il santo pastore che quello era il luogo prescelto da Dio pel culto della sua Gran Madre. Ed unitosi ai fedeli di Rivisondoli, da Maria fatti segno di speciale predilezione, s'adoperò, mercè limosine, ad ergerle un tempietto con una piccola cella, dove trasse il resto della sua vita in perfetto anacoreta.. Crebbe tanto la divozione verso questa prodigiosa Immagine, che dopo pochi anni la Chiesa divenne più grande e bella, fu arricchita di possedimenti e di masseria armentizia, e formò il Pio Luogo Portella, sotto la tutela dell'Università. Sulla porta della Chiesa leggesi la seguente iscrizione:

Opusculum hoc elemosinaliter erectum Ascanio Simone curante - spe auxsilii aspicientium - augmentari optatur - superum ope A. d. 1589

Da questa iscrizione si potrebbe argomentare che la venuta dell'Immagine rimonti all'epoca cennata, 1589, verso la fine cioè e non nel principio del secolo XVI. Quest'epoca, a mio credere, deve necessariamente riferirsi alla costruzione della Chiesa, anzi quando essa fu ridotta a miglior forma, perchè dapprima non potette essere che una piccola Cappella. Infatti, avendo io avuto occasione di frugare l'Archivio notarile di Sulmona, ho trovato, che fin dalla prima metà del secolo XVI esistono scritture di fitto della masseria armentizia del Pio Luogo Portella. Se la venuta quindi dell'Immagine si ponesse nella fine del secolo XVI, cioè nel 1589, si dovrebbe necessariamente incorrere i un anacronismo. E' forza per ciò ritenere che essa fosse portata nel principio del secolo XVI. Ed ora  due parole sulla Chiesa.

Foto anni '50 del Santuario, ove appaiono evidenti i tre corpi di fabbrica che si susseguono nel corso dei secoli, sbancando progressivamente la costa rocciosa.

Il contrafforte che delimita la sezione della cappella primigenia è ancora rinforzato da un muretto a secco.

Fabbricata su di un masso breccioso, dapprima fu una piccola Cappella, metà quasi di quella oggi

esistente, come può osservarsi nella parte laterale che guarda il Settentrione, dove vedesi ancora il muro aggiunto.

Questa Chiesa era assai pregevole per opera d'arte, ed aveva un bel soffitto, le cui cornici erano dorate a zecchino. Negli ovali si ammiravano pitture di buon pennello, rappresentanti fatti della S. Bibbia allusivi a Maria Santissima. Erano notevoli, la Giuditta con in mano la spada e la testa di Oloferne, il Davide sonante l'arpa dinanzi all'Arca Santa, lo Sposalizio di Maria, nella parte che soprastava il presbisterio; e S. Giovanni Battista, l'Eterno Padre e varii Profeti pel resto del soffitto. Nell'anno 1875, il giorno dell'Ascensione al Cielo di N.S.G.C. ( 6 maggio ), mentre alcune donne di Roccaraso e Rivisondoli, ite colà di buon mattino, erano a pregare la Vergine, sentirono scricchiolare il tetto della Chiesa. Ma credendo che tal rumore dipendesse dai topi che correvano pel soffitto, proseguirono tranquillamente nelle loro orazioni. Una seconda volta e con più violenza si ripete lo scricchiolio. Fu allora, che prese da funesto presentimento tosto uscirono dalla Chiesa; ed appena l'ultima delle donne fu giunta alla porta, il tetto cadde interamente, riducendo in pezzi il bel soffitto. Si osservò pure un fatti singolare, che certamente deve attribuirsi ad un prodigio della Vergine. Nel cadere il tetto,

una trave cadde in modo da servire di puntello ad un'altra che per traverso reggeva quella parte di tetto che soprasta il presbiterio, restando intatto l'altare con Immagine. La fede dei cittadini verso Maria Santissima, e l'operosità del defunto Sacerdote D. Francesco Romito, allora Presidente dei Luoghi Pii, fecero si che la Chiesa in breve tempo fosse riparata. Fu rifatta in parte dalle fondamenta, e fu fornita di volta e di nuovo stucco, la quale essendo una Chiesa di campagna, nulla lascia a desiderare. L'unico errore commesso nell'eseguire i restauri, fu di non aver conservato quella parte di soffitto rimasta intatta.

Per quanto detta Chiesa sia decente e ben tenuta, pure ha perduto quel pregio artistico e quelle antiche memorie che spiravano veramente divozione. Dell'antica non rimane che l'altare della Madonna, dello stile del settecento, bello pei suoi rabeschi in marmo. L'Immagine della Madonna tenente il Bambino tra le braccia, è scolpita in una tavola di pietra di metri circa 1,10 x 0,90 formando un pregevole bassorilievo dell'epoca del rinascimento. Ha perduto molto del suo pregio per essere stata ricoperta con pittura a vernice da mano ignorante del bello artistico. E'desiderabile perciò che venga tolta quella crosta per riportarla al tipo primiero.

Tra i benefattori di questo Santuario va annoverata la nobile e religiosa famiglia Sardi, che teneva la baronia di Rivisondoli, come può vedersi dallo stemma gentilizio nella parte superiore della cisterna ai piedi della Chiesa. La festa religiosa e popolare della Madonna della Portella, da tempo immemorabile celebrasi il martedì di Pentecoste, con concorso di limitrofi paesi, tra i quali primeggia per devozione Roccaraso. Gode questa festa di una Indulgenza Plenaria concessa da' Sommi Pontefici Pio IX e Leone XIII a tutti coloro che si confessano e comunicano, e dura per otto giorni consecutivi. Non solamente nel dì della festa, ma quasi in tutti i giorni dell'anno, specie nelle festività di Maria Santissima, questo

Santuario è visitato dai fedeli, ed in ogni tempo la prodigiosa Immagine è stata larga di copiose grazie verso  i suoi divoti.

Ed ora poche parole sopra il titolo di Maria di Costantinopoli ed il giorno della sua festa. L'imperatore Costantino,, data libertà alla Chiesa, in molti luoghi fece innalzare sontuosi tempii a Maria; e quando ritirossi al Bosforo, fondandovi la nuova metropoli dell'Impero, ordinò che colà sorgesse un nuovo tempio dedicato alla Vergine Madre, e con straordinaria solennità di rito le consacrò la nuova città. L'imperatrice Pulcheria che con zelo ammirabile si adoperò a scovare e disperdere l'eresia di Nestorio e di Eutiche, agli antichi onori tributati a maria nella città imperiale, volle aggiungerne altri. E come l'imperatrice Eudossia le aveva fatto dono di un'antica immagine di Maria venerata in Gerusalemme, e ritenuta dipinta da S. Luca, così volle che il nuovo tempio fosse fregiato di tanto ornamento.

E' tradizione che la figura di questa tela ricopii appunto l'Immagine che in quel tempo si venerò nel nuovo tempio; e la nostra immagine nelle linee e nella forma è perfettamente somigliante a tutte le riproduzioni della madonna sotto il titolo di Costantinopoli. La denominazione poi di Portella l'ha presa dal luogo dove fu fondata la Chiesa, il quale ha la configurazione di una porta per la quale si entra nel Piano Cinquemiglia. La divota pratica di onorare Maria di Costantinopoli nel giorno di martedì risale appunto al tempo in cui le venne dedicato il tempio in Costantinopoli, perchè S. Pulcheria prese questo esercizio di devozione settimanale in memoria della condanna dell'eresia nel Concilio di Efeso, la quale avvenne nel giorno di martedì, e probabilmente in quello che segue la festa di Pentecoste. Questa Immagine ci riporta a quei giorni, in cui a Maria, in Costantinopoli, fu dato anche il titolo di Odogetria, cioè guida della via; imperocchè alcuni ciechi condotti al tempio, dove veneravasi l'Immagine collocatavi da S. Pulcheria, tosto acquistarono la vista. Da quel tempo il popolo si volse a Maria con nuova speranza; e, laddove prima la salutava col titolo di sua Signora, quindi innanzi la salutò guida del cammino della vita. A ragione quindi i nostri maggiori eressero in quel luogo (Portella) il tempio a Maria, quasi a dimostrare che essi la mettevano a guida nel cammino della vita morale dei cittadini, a rifugio del viandante e del pellegrino nel tempo della bufera e della tempesta.

                Rivisondoli, gennaio 1924.
 

Riportiamo nella sequenza fotografica che segue alcune immagini della Madonna della Portella, ove il bassorilievo è ornato con le corone, che negli anni hanno voluto manifestare la devozione dei credenti verso questo Santuario. 

Ad oggi alcune di esse sono scomparse, asportate da mano sacrilega, parimenti alla statua di S. Michele della quale si conserva soltanto una copia recente. Lasciamo alla sensibilità de navigatori del sito valutare l'efficacia dei restauri successivi cui nel tempo è stato soggetto il bassorilievo, e farsi una idea più concreta di quanto espresso da don Nicola Mascio nel 1923, e fedelmente riportato nel testo di questa pagina.

Confrontando inoltre le due immagini a colori, si potrà valutare l'impatto che le corone ornamentali ebbero sulla freschezza ed ingenua semplicità dell'immagine primigenia.

Completiamo la sequenza con l'immagine del frontespizio della seconda edizione del 1933 del libricino della Novena dedicata a Maria SS.ma della Portella, nonché delle due paginette con l'inno composto nel 1923 da Mons. A. Calcara.

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Immagine anni '20


La devozione popolare a S.Maria di Costantinopoli è uno degli elementi che hanno trovato ampia diffusione in tutto il territorio del Regno delle due Sicilie, al quale per secoli è appartenuto Rivisondoli.

Tra i ricordi di alcuni componenti del nostro staff c'era anche quello della Chiesa del Buon Consiglio - Maris Stella - alla quale è dedicata la chiesetta

dei pescatori del porto di Casamicciola nell'isola di Ischia.

Ecco sulla sinistra una foto d'assieme dell'altare sul quale troneggia il quadro dedicato alla Madonna.

Proponiamo  queste due immagini, oltre che per devozione alla Vergine, per esaltare gli elementi di comunanza, anche iconografica, con il vicino contesto metropolitano della  città di Napoli che tanta influenza, nel bene o nel male, ha esercitato sulla storia del nostro paese.

Altro elemento che accomuna la fede popolare dei Rivisondolesi a quella degli Ischitani di Casamicciola, è la devozione a Sant Emidio, protettore dai terremoti. Di questo Santo esiste una statua nella chiesa parrocchiale  di Santa Maria Maddalena Penitente, assolutamente identica a quella che da anni raffigura il santo Protettore nella chiesa di Rivisondoli.


Per chi desiderasse approfondire le proprie conoscenze sul culto Mariano della Vergine di Costantinopoli, elenchiamo alcune località con  liks a portali che a nostro avviso hanno la più stretta attinenza, sia geografica che storica, con il Santuario della Madonna della Portella in Rivisondoli.

L'immagine che proponiamo sulla sinistra è stata rilevata dal sito della città di Ortona, uno dei numerosi luoghi ove il culto di S. Maria di Costantinopoli è particolarmente sentito.

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